Comunicare il vino - tutto parte dallo storytelling

Comunicare il vino: tutto parte dallo storytelling

 

Mamma mia, quanti errori nel comunicare il mondo del vino!
Troppa approssimazione prima di tutto. Non basta pensare ad un’etichetta che rispecchia il proprio gusto personale per vendere il prodotto. Non basta fare una foto in cantina per poi pubblicarla sui propri social credendo che il gioco sia finito. C’è ben altro. C’è un “meccanismo” complicato, studiato, pensato e realizzato con la massima attenzione perché quel vino possa essere appetibile in rete e sullo scaffale di un supermercato.

Una prima regola è che devi essere empatico. Sono passati quei periodi in cui solo il brand fa la differenza. Oggi, più che mai, deve passare un’immagine che esalta la territorialità, i sentori del vino, la vita in campagna. Serve essenzialmente capire cosa c’è dietro ad una bottiglia: la fatica in vigna, la famiglia che lo produce, il territorio che offre la materia prima. In poche parole, la storia. Uno storytelling che sia in grado di fare innamorare il cliente finale, di farlo viaggiare in terre lontane alla sua ma così vicine grazie a quel prodotto che sta per comprare o sorseggiare.

Il mondo del vino ha tutte le carte in regola per affrontare questo tipo di comunicazione che ha nell’emozione la sua carta vincente. Sono passati i tempi in cui bastava associare il brand allo status symbol a cui avresti avuto accesso bevendo quel prodotto per vendere bottiglie su bottiglie. Non è più così. Oggi il consumatore vuole vivere emotivamente ogni sorso. Vuole capire cosa ci sta dietro a partire dalla fatica e dal sudore che vignaioli o produttori ci mettono quotidianamente per produrre un vino che per loro rappresenta ricchezza ed economia famigliare. Lo storytelling nel mondo del wine deve essere la base da cui iniziare un progetto di comunicazione in quanto il vino stesso è già di per sé un elemento saliente del territorio. Lo rappresenta. A volte anche nella denominazione. Allora perché non sfruttare appieno questo plus che ci regala per pianificare una comunicazione capace di regalare emotività?

Lecito chiedersi: le pubblicazioni su carta sono davvero destinate a diventare archeologia? Sì e no. Mi riesce difficile immaginare un futuro cartaceo per i quotidiani, ottimo esempio di oggetto “usa e getta”, che ormai arrivano nelle edicole carichi di notizie già ampiamente sviscerate in tempo reale sul web. Faccenda molto diversa quella delle pubblicazioni di settore e specialistiche, senza dimenticare quelle riviste periodiche meritevoli di essere conservate anche dopo averne letto tutti gli articoli.

L’esigenza di post social che “narrano” il terroir e le sue caratteristiche che incidono profondamente sulla qualità del prodotto finale è sempre più impellente. Allo stesso tempo è necessaria la realizzazione di videostory o videostorytelling che percorrono l’importanza del brand o della famiglia che vi sta dietro. Un viaggio a tutto tondo che evidenzia la passione e la dedizione al lavoro. Oltre che l’attaccamento al territorio. Semplicemente il mondo wine deve fare il passo in avanti: saper raccontare quello che è già. Ma farlo bene.

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